sabato 15 novembre 2008

di Simone Pugnaloni

Il volontariato: una risorsa qualificante
per le politiche sociali

Costruire una cultura rivolta ai servizi alla persona, è compito importante che la società attuale affida ad ognuno di noi per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire.
L’accoglienza e l’orientamento al servizio alle classi meno abbienti deve impegnarci alla risoluzione dei problemi che riguardano i giovani, l’emarginazione sociale, l’attenzione alla famiglia ed il sostegno agli anziani.
Da questa premessa si comprende il fondamento del volontariato quale sorgente di solidarietà e carità verso il prossimo.
Un volontariato che crea forte partecipazione tra i suoi operatori che nella piena gratuità raggiungono importanti risultati.
Risultati che riguardano momenti di intenso lavoro e di energie positive da donare a persone diversamente abili, a minori senza una famiglia, ad immigrati che vivono con
disagio l’integrazione sociale nella nostra comunità, agli anziani che vivono soli in casa o che vivono nelle case di riposo.
Un volontariato che ha contribuito alla formazione di operatori altamente qualificati e professionalmente preparati che hanno spesso tramutato queste esperienze di vita nelle proprie attività lavorative.
Osimo è un’illustre testimone dell’operosità dei propri cittadini che costanti nell’attività di promozione delle proprie iniziative di volontariato, hanno visto e vedono tuttora accrescere sia il numero dei propri volontari sia i servizi che gli vengono richiesti da parte degli utenti finali, in primis handicap ed assistenza agli anziani.
Vere e proprie imprese sociali, che devono divenire una risorsa qualificante sul nostro territorio, a partire da una collaborazione integrata con la Pubblica Amministrazione.
Una collaborazione che soddisfa due esigenze che si incontrano, da un lato l’offerta di un servizio efficace ed efficiente a prezzi agevolati reso dalle Pubbliche Amministrazioni; dall’altro lato la professionalità certificata degli operatori acquisita con il loro contributo silenzioso dettato dalla volontà di servire i più bisognosi.

lunedì 6 ottobre 2008

Fonte: "Corriere Adriatico"

Intervistati circa 1500 allievi dei principali istituti. Appello a Conerobus per avere più corse
Sette studenti su dieci a scuola con mezzi privati
Sondaggio a Osimo, quasi tutti utilizzerebbero il bus se il servizio fosse efficiente

OSIMO - Gli studenti che frequentano le scuole osimane impiegano poco tempo per raggiungerle, userebbero il trasporto pubblico se fosse più efficiente e dicono ok alla rotatoria fra via Montefanese e via Aldo Moro. E’ il risultato di una indagine svolta dal Consiglio di Quartiere Osimo Est: un modo nuovo, più diretto ed efficace per far presente alle istituzioni le istanze più urgenti. Tramite semplici questionari si è cercato di sapere dagli studenti dei plessi scolastici di proprio riferimento (via A.Moro, via Vicarelli, via Montefanese, via Colombo, via Ungheria, via M.Mensa) cosa ne pensano della critica viabilità osimana, come e se utilizzano mezzi di trasporto pubblico e cosa consiglierebbero all’amministrazione comunale. Così il presidente del CdQ Omero Guercio e il suo vice Andrea Catena hanno effettuato l’indagine statistica su un campione di 1500 studenti che frequentano le scuole Caio Giulio Cesare, Bruno da Osimo, Itis, Corridoni-Campana, Marta Russo e le Giacomo Leopardi all’ex seminario. Sul campione degli studenti intervistati si è potuto notare come circa tre ragazzi su quattro (74,2%) provenga dallo stesso territorio osimano, mentre arrivano da fuori città il 25,8% degli intervistati. Il mezzo utilizzato dagli studenti per raggiungere i rispettivi plessi scolastici è per il 67,1% quello privato (il pubblico è utilizzato dal 32,9%), e questo dato va di pari passo con il fatto che la maggior parte degli studenti proviene da Osimo e non impiega un tempo troppo lungo per giungere a destinazione. Infatti, il 73,6% degli intervistati arriva a scuola in meno di 15 minuti, una bella (e forse sorprendente) cifra se confrontata con il 20,3% che impiega tra i 15 e i 30 minuti e il 6,1% che impiega più di mezz’ora. Alla domanda di disponibilità, rivolta a chi usa il mezzo privato, ad utilizzare il trasporto pubblico se vi fosse un servizio organizzato ed efficiente, il 71,2% ha risposto affermativamente, facendo capire come il tema dell’uso del mezzo pubblico sia sentito e considerato dai giovani, anche da quelli che poi magari scelgono quello di casa. L’88,9% degli studenti che hanno risposto si è mostrato d’accordo con l’amministrazione che ha predisposto il progetto di rotatoria tra le vie Montefanese e Aldo Moro con spazio di sosta per i bus per alleggerire i problemi dell’incrocio.Infine, lo spazio libero in fondo al questionario, dove inserire i suggerimenti per la risoluzione del problema traffico nelle ore più critiche, rivelano idee interessanti da proporre al Comune. Le più gettonate sono le targhe alterne, i mezzi pubblici più efficienti, altre rotatorie per snellire il traffico, variare gli orari di ingresso dei diversi istituti scolastici, vie alternative per raggiungere le scuole e corsie specifiche per gli autobus. Il Consiglio di Quartiere si è detto concorde con i suggerimenti nati direttamente dagli alunni, e in particolare con l’idea di rotatorie per rendere più fluida la circolazione e le corsie, o magari piazzole apposite per gli autobus che lasciano gli alunni in prossimità delle scuole. L’ultimo appello è rivolto alla Conerobus e alla Parko e verte sulla necessità di intensificare il numero delle corse in quelle fasce di orario di ingresso e uscita dalle scuole, soprattutto in quel raggio di 600 metri dove si trovano diversi istituti scolastici (via M.Mensa, via Montefanese e via A.Moro).

venerdì 26 settembre 2008

convegno ad Osimo

IL PERCORSO TRA SPORT E SCUOLA

OSIMO - Si è tenuto giovedì 25 Settembre alle 18 presso il chiostro San Francesco, ospiti di Padre Giulio Berrettoni, il convegno “Bravi a scuola, bravi nello sport”. Si tratta di una iniziativa organizzata dal comitato locale del Centro sportivo italiano guidato da Simone Pugnaloni, il quale spiega che "si è parlato del processo curriculare che mira all’educazione dei bambini, partendo dall’ambito scolastico fino allo sport”. Hanno partecipato al convegno l'Assessore Regionale allo sport Donati, la presidente della Provincia Patrizia Casagrande, il consigliere Francioni in rappresentanza del Comune di Osimo, il direttore dell’ufficio nazionale Cei-Pastorale per lo sport Don Mario Lusek, il responsabile del centro studi Csi nazionale Edio Costantini, il vice presidente del Coni Marche Fabio Luna e due dirigenti scolastici osimani, Nazzareno Donzelli e Paolo Polenta. Numerosi sono stati i partecipanti sopratutto tra i giovani che hanno ascoltato il dibattito moderato dal giovane direttore responsabile del periodico dell' Associazione Culturale "Il Dialogo" di Osimo Benedetto Verdenelli.

sabato 28 giugno 2008

E' uscito il terzo numero del giornaletto: l'analisi del presidente

OSIMO, CASTELFIDARDO, LORETO:UN DISTRETTO INDUSTRIALE DA VALORIZZARE

di Simone Pugnaloni

Osimo, Castelfidardo e Loreto sono un esempio di come nelle Marche il rapporto tra grandi imprese ed artigianato negli anni ha creato e continua a creare un ottimo rapporto tra ricchezza prodotta e tasso di disoccupazione di gran lunga inferiore alla media nazionale. Da qualche tempo però questo trend positivo sta subendo un inversione di tendenza in favore di un concorrenza estera che presenta costi di produzione inferiori rispetto al nostro Sistema Paese.
Per le grandi imprese la scelta quasi obbligata è l’internazionalizzazione ovvero collocare il ciclo produttivo nei Paesi esteri laddove il mercato lo richieda; per la Piccola e Media Impresa la scelta obbligata è la cooperazione per permettersi investimenti in ricerca e sviluppo al fine di migliorare la propria competitività.
Un ruolo fondamentale gioca in questo contesto la politica economica del governo nazionale di concerto con i governi locali, le Camere di commercio e le Associazioni di categoria.
Nel nostro territorio, un primo passo è stato compiuto per le Grandi Imprese favorendo un tavolo di confronto tra gli interessati con l’istituzione del servizio Internazionalizzazione presso la Regione Marche che si pone l’obiettivo di accrescere la ricchezza del “Made in Marche” instaurando rapporti duraturi con i Mercati emergenti dove vi è la possibilità di costruire nuovi business.
Per le piccole e medie imprese invece l’opportunità di internazionalizzare presenta molti più elementi di criticità viste le minori dimensioni e le minori risorse finanziarie a disposizione.
E’ quindi ancor più necessario che le istituzioni pubbliche intervengano in favore di queste realtà più piccole, ma numericamente rilevanti prevedendo di migliorare il sistema infrastrutturale al fine di abbattere gli elevati costi di trasporto e impegnando sempre maggiori risorse in ricerca e sviluppo individuando la costruzione di poli tecnologici in zone industriali omogenee.
Zona industriale omogenea è proprio il nostro distretto di Osimo, Castelfidardo e Loreto, la quale incentra le proprie produzioni sui settori della meccanica e dell’elettronica. La nostra città potrebbe quindi candidarsi ad ospitare la sede di un Polo Tecnologico da costruire con fondi europei, regionali e locali e sviluppare nuove opportunità di lavoro con borse di studio per attrarre soggetti qualificati capaci di rilanciare innovative strategie d’impresa.

mercoledì 23 aprile 2008

ANNIVERSARIO ALDO MORO

I 55 GIORNI PIU' LUNGHI DELLA REPUBBLICA
Dal rapimento alla morte, da via Fani a via Caetani.

In 55 giorni si consuma il dramma di Aldo Moro, rapito dalle Br il 16 marzo 1978 e ritrovato cadavere nel bagagliaio di una Renault 4 in una strada del centro di Roma, tra piazza del Gesu', dove aveva sede la Dc, e Botteghe Oscure, quartier generale del Pci. Nella cronaca dell'Ansa e nella documentazione raccolta dalla Reazione Dea la ricostruzione di quei giorni, 30 anni dopo.Cronologia dei fatti principali dei 55 giorni del rapimento Moro: - 16 marzo: poco dopo le 9 un commando delle Brigate Rosseentra in azione a via Fani, a Roma. In pochi minuti, dopo averebloccato con un tamponamento le auto del presidente Dc AldoMoro, le Br uccidono i 5 uomini di scorta (due carabinieri e trepoliziotti) e portano via Moro su una Fiat 132 blu. Poco doporivendicano l'azione con una telefonata all'ANSA. Cgil, Cisl eUil proclamano lo sciopero generale. In serata il governoAndreotti, il primo con il voto favorevole del Pci, ottiene lafiducia alla Camera e al Senato. - 18 marzo: arriva il 'Comunicato n.1' delle Br, che contienela foto di Moro e annuncia l'inizio del 'processo'. Funeralidegli uomini della scorta. - 19 marzo: Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro. - 20 marzo: al processo di Torino, il 'nucleo storico' delle Brrivendica la responsabilita' politica del rapimento. - 21 marzo: il governo approva il decreto antiterrorismo. - 23 marzo: il Pci approva la linea della fermezza. - 25 marzo: le Br fanno trovare il 'Comunicato n.2'. - 29 marzo: arriva il 'Comunicato n.3' con la lettera alministro dell'Interno Cossiga in cui Moro dice di trovarsi''sotto un dominio pieno e incontrollato'' e accenna allapossibilita' di uno scambio. Moro non voleva renderla pubblica,ma i brigatisti scrivono che ''nulla deve essere nascosto alpopolo''. Recapitate anche altre lettere indirizzate alla moglie e a Nicola Rana.- 30 marzo - La direzione Dc approva la linea della fermezza. - 2 aprile: A Zappolino (Bologna) si svolgerebbe la sedutaspiritica dalla quale esce l'indicazione 'Gradoli'.- 4 aprile: Arriva il 'Comunicato n.4', con una lettera alsegretario della Dc Benigno Zaccagnini. ''Moralmente - scriveMoro - sei tu ad essere al mio posto''. - 6 aprile: Le Br consegnano alla moglie di Moro una letterain cui il presidente DC la invita a fare pressioni contro lalinea della fermezza. Le forze dell'ordine controllano l'interopaesino di Gradoli, nella zona di Bolsena.- 7 aprile: Il Giorno pubblica una lettera di Eleonora Moroal marito. La famiglia tiene un linea autonoma, rispetto alla''fermezza'' del governo. - 10 aprile: Le Br recapitano il 'Comunicato n.5' e una letteradi Moro a Taviani, che contiene forti critiche. - 15 aprile: Il 'Comunicato n.6' annuncia la fine del 'processopopolare' e la condanna a morte di Aldo Moro. - 17 aprile: Appello del segretario dell'Onu Waldheim. - 18 aprile: Grazie a un' infiltrazione d'acqua, è scoperto ilcovo di via Gradoli 96. I brigatisti (Moretti e Balzerani) sonopero' assenti. A Roma viene trovato un sedicente 'comunicaton.7' che annuncia l'esecuzione di Moro il cui corpo sarebbe nelLago della Duchessa. Il comunicato, falso in modo evidente, èperò oggetto di verifiche. Per giorni il corpo di Moro sara'cercato, con grande schieramento di forze, in un lago dimontagna, tra le province di Rieti e L'Aquila, ghiacciato damesi. - 20 aprile: Moro è vivo. Le Br lasciano il vero 'Comunicaton.7' insieme a una foto di Moro con un giornale del 19 aprile.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro. - 21 aprile: la direzione Psi e' favorevole alla trattativa. - 22 aprile: messaggio di Paolo VI agli ''Uomini delle Brigaterosse'' perche' liberino Moro ''senza condizioni''. - 24 aprile: il 'Comunicato n.8' delle Br chiede in cambio diMoro la liberazione di 13 Br detenuti, tra cui Renato Curcio.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro, che chiede funeralisenza uomini di Stato e politici. - 29 aprile: E' il giorno delle lettere. Messaggi di Moro sonorecapitati a Leone, Fanfani, Ingrao, Craxi, Pennacchini,Dell'Andro, Piccoli, Andreotti, Misasi e Tullio Ancora. Moroscrive che lo scambio è la sola via di uscita.- 30 aprile: Un brigatista (sembra Moretti) telefona a casaMoro e dice che solo un intervento di Zaccagnini, ''immediato echiarificatore'' puo' salvare la vita del presidente Dc. - 2 maggio: Craxi indica i nomi di due terroristi ai quali sipotrebbe concedere la grazia per motivi di salute. - 5 maggio: Andreotti ripete il no alle trattative. Il'Comunicato n. 9' annuncia: ''Concludiamo la battagliacominciata il 16 marzo, eseguendo la sentenza''. Lettera di Moroalla moglie: ''Ora, improvvisamente, quando si profilava qualcheesile speranza, giunge incomprensibilmente l'ordine diesecuzione''. - 9 maggio: Verso le 13,30, in via Caetani (vicino alle sedidi Dc e Pci), dopo una telefonata di Morucci avvenuta poco primadelle 13, la polizia trova il cadavere di Moro nel portabagaglidi una Renault 4 rossa. Era in corso la direzione Dc, dovesembra che Fanfani stesse per fare un discorso aperto allatrattativa. Moro sarebbe stato ucciso la mattina presto nelgarage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti come''prigione del popolo''.(ANSA.IT)

martedì 1 aprile 2008

EXPO 2015

EXPO 2015, VINCE MILANO

Milano ce l'ha fatta. Ha battuto la concorrenza della città turca di Smirne e nel 2015, dal 1/o maggio al 31 ottobre, ospiterà l'Expo Universale. I delegati del Bureau International des Expositions (Bie), al termine di una lunga sessione, hanno consegnato il loro verdetto: 86 voti a Milano, 65 a Smirne. Dei 152 aventi diritto solo un delegato non si è presentato alla votazione, che ha avuto momenti di tensione per notizie incontrollate, che in anticipo davano la vittoria ai turchi, e per problemi tecnici nel voto elettronico. Mentre nell'Anphiteatre Bleau del Palais des Congress i delegati stavano ancora ritirando le tastiere per il voto, da Smirne è rimbalzata la notizia della vittoria e i turchi, che attendevano l'esito, hanno iniziato ad esultare e a sventolare le loro bandiere. Superato il momento di sconcerto, è iniziata la lunga attesa delle votazioni. La tecnologia non ha assistito i delegati, molti dei quali hanno avuto più di una difficoltà a capire il sistema di voto elettronico, per cui sono state necessarie almeno cinque prove: alle 18.26 sullo schermo gigante é comparso il grafico con il risultato e la foltissima delegazione milanese si è impadronita della sala, che i turchi, invece, hanno subito abbandonato, rinunciando anche alla conferenza stampa. Profonda la loro delusione. "Questa è una grande vittoria di Milano e dell'Italia". Lo hanno ripetuto tutti, dal presidente del Consiglio Romano Prodi, ai ministri Massimo D'Alema e Emma Bonino, al governatore Roberto Formigoni e, ovviamente, al sindaco Letizia Moratti, che ha aggiunto: "in questo momento mi sento orgogliosa di essere una cittadina italiana". Il risultato non era scontato e le diplomazie si sono mosse fino a poco prima dell'inizio della sessione del Bie. Anche in mattinata sia Prodi che D'Alema, la Bonino e la Moratti hanno avuto incontri bilaterali per avere la conferma del voto. Se all'inizio, quella di Milano contro Smirne poteva sembrare una gara semplice, nel corso di questi mesi si è dimostrata molto più complicata del previsto. Al tema dell'alimentazione e dell'energia, proposto da Milano, la città turca ha infatti risposto con quello della salute per tutti, riuscendo a coalizzare attorno a sé anche paesi tradizionalmente alleati dell'Italia. E' il caso della Germania, della Grecia, della Polonia e anche di Israele. Nel voto, infatti, hanno pesato non solo giudizi sul progetto ma anche opportunità di geopolitica e di politica interna. E' stato così per la Germania, che ospita una comunità turca molto numerosa, e per Israele che vuole avere buoni rapporti con un paese dall'islam moderato. L'Italia è comunque riuscita a muovere tutte le pedine sullo scacchiere internazionale puntando molto sulla capacità di cooperazione e sulla politica multilaterale portata avanti in questi anni. E' così riuscita ad assicurarsi i voti di molti paesi dell'America Latina e dell'Africa. "Questa vittoria - ha detto Letizia Moratti subito dopo la proclamazione - è la dimostrazione che l'Italia, quando vuole, é capace di fare sistema anche tra maggioranza e opposizione, sia a livello nazionale che locale. E' capace di fare squadra con tutto il sistema delle imprese, delle università e del grande mondo del volontariato. Rappresentiamo un'Italia capace di fare sentire una voce amica in un mondo che ha bisogno di amicizia". Anche Prodi ha sottolineato che la vittoria è arrivata grazie ad un lavoro di squadra. "Abbiamo fatto - ha commentato - un'azione diplomatica di convinzione che è durata fino a questa mattina. L'ultima telefonata l'ho fatta tra mezzogiorno e l'una. Solo ieri abbiamo contattato 15 paesi incerti. C'é sempre stato un grande rispetto perché non abbiamo fatto giochi di prestigio né pressioni indebite". A Parigi baci e abbracci tra i rappresentanti del governo uscente di centrosinistra e quelli dell'amministrazione comunale milanese di centrodestra, mentre dall'Italia è arrivata una dichiarazione di Silvio Berlusconi, secondo il quale il merito della vittoria non può essere ascritto al governo della sinistra. "Si vergogni", è stata la secca replica di Romano Prodi. Dopo la delusione per gli Europei di calcio con le lacrime del ministro Giovanna Melandri, questa volta per l'Italia è arrivato un successo internazionale importante almeno quanto le Olimpiadi invernali di Torino. E il pianto di Letizia Moratti è stato di gioia. Sul palco dell'Anphiteatre Blue è salito anche il marito Gianmarco che l'ha abbracciata forte. Anche lui non ha trattenuto le lacrime per un successo che la moglie ha fortemente voluto perché l'organizzazione dell'Expo 2015 era addirittura nel suo programma elettorale.(fonte:ansa.it Paolo Barbieri)

giovedì 20 marzo 2008

BUONA PASQUA



L'ASSOCIAZIONE AUGURA A TUTTI UNA BUONA PASQUA.



martedì 18 marzo 2008

QUELLA SPERANZA CHE VIENE DALLE DONNE

CHIARA LUBICH, LIA VARESIO, EMMA MARCEGAGLIA: STORIE ATTUALI

Chiara Lubich, morta all'età di 88 anni. Lei, Lia Varesio ed Emma Marcegaglia danno occasione di ripensare al ruolo della donna in questa società aperta , ma insieme liquida , senza ancoraggi sicuri.
La settimana scorsa le cronache italiane hanno riportato, nel grigio caos della campagna elettorale, le vicende di tre donne. Martedì è morta a Torino, a 62 anni, Lia Varesio. Chi l’ha conosciuta nei quasi trent’anni della sua attività in mezzo agli ultimi, i barboni, i senzatetto, i malati di Aids, i disturbati mentali, gli esclusi, sa che cosa ha significato e continuerà a significare per quella città la fondatrice della "Bartolomeo&C".
Giovedì è stata votata quasi all’unanimità presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, 43 anni, una "donna d’acciaio" come da tempo la definivano i quotidiani economici per le sue qualità di amministratrice delegata dell’impresa siderurgica di famiglia, ma anche di organizzatrice dei giovani industriali in un mondo che cambia anche per loro.
Venerdì è mancata Chiara Lubich: i lettori di Famiglia Cristiana sanno da sempre chi sia stata, per la Chiesa e per la società in tutto il mondo, la fondatrice del Movimento dei Focolari, animatrice del dialogo fra le religioni.
La coincidenza dei tre eventi non è casuale almeno per due motivi. Il primo: Lia e Chiara hanno operato, ed Emma continuerà a operare, in tre ambiti che corrispondono ai tre maggiori problemi dell’umanità contemporanea. La povertà, che ha ricominciato a crescere anche nei Paesi ricchi, dopo i decenni del welfare, almeno in Occidente. Lo smarrimento del senso di Dio e del suo amore per l’uomo, in parallelo con il sorgere, nel seno stesso delle religioni, di un fondamentalismo omicida. La globalizzazione, che provoca autentici terremoti nelle economie finora più salde e delinea un nuovo scenario industriale, mentre nei Paesi ex poveri il lavoro mal pagato e mal tutelato funziona da possente fattore di concorrenza sleale.
Lia, Emma e Chiara danno occasione di ripensare al ruolo della donna in questa società "aperta", ma insieme "liquida", cioè senza ancoraggi sicuri. Il loro comune esempio è la volontà, unita al coraggio e alla fantasia nelle idee e nei comportamenti, sia pure in ambienti così diversi e in apparenza lontani fra loro.
Il secondo motivo che rende non casuale la coincidenza delle loro storie e della loro attualità è questo: la donna è oggi vittima di una violenza che non si sarebbe più potuta immaginare dopo tanti progressi civili e sociali; lo è da noi, nelle nostre strade e nelle nostre case; lo è nei Paesi in cui non ha praticamente nessun diritto, nemmeno quello di andare a scuola; lo è in altri Paesi, dove una politica demografica allucinante ha ordinato per anni l’aborto dei feti destinati a nascere femmina in coppie dove già ne viveva una. Ma anche una violenza più sottile e meno percettibile, che fa del corpo femminile un appeal nell’offerta di qualsiasi oggetto in vendita.
Eppure Lia, Emma e Chiara non sono certamente le uniche a restituire al mondo una speranza. Per fare un esempio di cui ci ricordiamo troppo poco, nella sola Italia "secolarizzata" ci sono 6.758 monache di clausura. Una di loro – una benedettina – ha scritto: «Siamo qui in un monastero per testimoniare che Dio ama l’umanità e vuole amarla anche attraverso di noi. Siamo qui a dire con la vita che il Signore ha fatto bene tutte le cose». Beppe Del Colle (Fonte: famigliacristiana.it)

sabato 8 marzo 2008

AUGURI A TUTTE LE DONNE!!!

Un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni
Compie 100 anni la 'Giornata internazionale della donna'. Una 'festa' tra miti e verità, che snoda il suo percorso in un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, più volte interrotto, ma ripreso sempre con grande tenacia con l'obiettivo dell'emancipazione e della liberazione delle donne.Celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo, la 'Giornata internazionale della donna', comunemente definita 'festa della donna', originariamente una giornata di lotta, nel corso degli anni ha subito vicende alterne vedendo sfumare a volte il vero significato della ricorrenza in favore di 'motivazioni' più commerciali, ha origini controverse. Circondata da un alone di mistero che la rende in qualche modo leggendaria, la data dell'8 marzo è comunque legata alla centralità del ruolo femminile.Alcuni storici sostengono che possa risalire all'8 marzo del 1848, giorno in cui il re di Prussia, asserragliato nel suo palazzo e terrorizzato alla vista dei dimostranti inferociti, si affrettò ad elencare una serie di promesse (per altro mai mantenute), come quella di concedere il diritto di voto alle donne. Ma la versione più 'accreditata' è quella che rimanda al 1908 quando, all'inizio di marzo, a New York, le operaie dell'industria tessile 'Cotton' scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.Lo sciopero alla 'Cotton' si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle donne di uscire. Nello stabilimento scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco, proprio in ricordo della tragedia di New York.Secondo un'altra versione la scelta dell'8 marzo avrebbe origini più lontane e risalirebbe all'8 marzo del 1848, quando le lavoratrici dell'industria dell'abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne, la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Le scioperanti reclamavano il rispetto dei loro diritti politici e sociali, alla pari con gli uomini: diritto al voto, riduzione dell'orario di lavoro (da 12 a 8 ore al giorno), un giorno di riposo, un regolare contratto e una retribuzione rispondenti agli accordi sindacali fra padroni e lavoratori. L'imponenza della manifestazione sarebbe stata di per sé sufficiente a motivare la scelta dell'8 marzo per la giornata della donna. In Italia inizia ad essere festeggiata prima dello scoppio della prima guerra mondiale. La celebrazione viene però interrotta durante gli anni del fascismo per poi riprende durante la lotta di liberazione come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l'occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al Comitato di Liberazione Nazionale che daranno poi origine all'Udi (Unione Donne Italiane). E proprio l'8 marzo del 1945, un gruppo di donne appartenenti all'Udi si riunì a Roma per approvare un ordine del giorno mirante a ''difendere il pane ai notri figli, alle nostre famiglie e per difenderci da freddo e dalla miseria''. Ma la 'festa' vera e propria venne organizzata solo l'anno successivo, dopo che a Londra si erano riunite le rappresentanti di 20 nazioni per redigere la 'carta della donna' nella quale si chiedeva, fra l'altro ''il diritto al lavoro in tutte le industrie, la parità salariale, la possibilità di accedere a posti direttivi e di partecipare alla vita politica nazionale e internazionale''.Nel 1946 l'Udi prepara, quindi, il primo 8 marzo nell'Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. E fu proprio in quel 1946, il 2 giugno, che la donna italiana, per la prima volta nella storia, potè partecipare in maniera attiva con il proprio voto alla nascita della Repubblica. Al tempo si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. Scelsero quindi l''acacia dealbata' (mimosa) quale simbolo della giornata: poco costosa e molto reperibile, vista la fioritura dell'albero della mimosa proprio all'inizio di marzo. Il fiore simbolo della festa della donna in Italia non è però adottato internazionalmente; in Bosnia Erzegovina, ad esempio sono i garofani rossi ad essere regalati a tutte le donne. La vera 'esplosione' in termini di popolarità e di partecipazione, l'8 marzo l'avra' negli anni '70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l'altro, operano attivamente anche per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all'aborto. La prima manifestazione femminista in Italia risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell'8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi. Solo nel dicembre 1977 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione proclamando l'8 marzo come Festa Internazionale della donna.(FONTE:www.adnkronos.com)

venerdì 7 marzo 2008

E' uscito di nuovo il periodico dell'associazione

IL PUNTO

Con la Finanziaria 2008 energia, ambiente e caro bolletta trovano finalmente il modo di convergere verso un unico obiettivo, ovvero quello di sviluppare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, capaci da un lato, di diminuire in maniera virtuosa il tasso d’inquinamento in Italia e dall’altro lato incentivano l’utilizzo dell’energia solare, eolica, idroelettrica che permetterebbe di abbattere la dipendenza energetica dall
Con la Finanziaria 2008 energia, ambiente e caro bolletta trovano finalmente il modo di convergere verso un unico obiettivo, ovvero quello di sviluppare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, capaci da un lato, di diminuire in maniera virtuosa il tasso d’inquinamento in Italia e dall’altro lato incentivano l’utilizzo dell’energia solare, eolica, idroelettrica che permetterebbe di abbattere la dipendenza energetica dall’estero e di conseguenza un abbattimento delle bollette a carico delle nostre famiglie, delle nostre imprese e delle Istituzioni pubbliche.
L’invito che rivolgo alle famiglie e alle imprese è quello di documentarsi attentamente sulle novità legislative in materia ed ad effettuare un’attenta valutazione sui costi/benefici su un eventuale opzione per tali investimenti.
Alle Istituzioni pubbliche il principale compito di ridisegnare il quadro delle competenze amministrative in materia di autorizzazioni, cercando di non produrre conflitti d’interesse tra Enti, e al tempo stesso l’invito ad investire in ricerca e sviluppo per migliorare le performance nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
Un primo passo è dettato dalla Finanziaria 2008 che a partire dal 2009, prevede per gli edifici pubblici l’obbligo di essere alimentati da energia solare, per l’edilizia residenziale e per le attività produttive la subordinazione del rilascio del permesso a costruire alla previsione che gli stessi siano alimentati da energia solare.
Non dimentichiamo che a costi molto minori, vi è un’altra “fonte rinnovabile” molto importante da sviluppare che è rappresentata dalla cultura del “Risparmio energetico” che deve essere incentivata soprattutto per le nuove generazioni con l’aiuto delle scuole, dell’Associazionismo, degli Enti locali.

’estero e di conseguenza un abbattimento delle bollette a carico delle nostre famiglie, delle nostre imprese e delle Istituzioni pubbliche.
L’invito che rivolgo alle famiglie e alle imprese è quello di documentarsi attentamente sulle novità legislative in materia ed ad effettuare un’attenta valutazione sui costi/benefici su un eventuale opzione per tali investimenti.
Alle Istituzioni pubbliche il principale compito di ridisegnare il quadro delle competenze amministrative in materia di autorizzazioni, cercando di non produrre conflitti d’interesse tra Enti, e al tempo stesso l’invito ad investire in ricerca e sviluppo per migliorare le performance nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
Un primo passo è dettato dalla Finanziaria 2008 che a partire dal 2009, prevede per gli edifici pubblici l’obbligo di essere alimentati da energia solare, per l’edilizia residenziale e per le attività produttive la subordinazione del rilascio del permesso a costruire alla previsione che gli stessi siano alimentati da energia solare.
Non dimentichiamo che a costi molto minori, vi è un’altra “fonte rinnovabile” molto importante da sviluppare che è rappresentata dalla cultura del “Risparmio energetico” che deve essere incentivata soprattutto per le nuove generazioni con l’aiuto delle scuole, dell’Associazionismo, degli Enti locali.

di Simone Pugnaloni