L'Associazione culturale augura a tutti i visitatori Buone Feste Natalizie e un Buon 2011.
Visitate il sito www.ildialogosimo.it . E' uscito il nuovo numero del periodico.
lunedì 20 dicembre 2010
domenica 17 gennaio 2010
Nuovo numero del periodico
Nell' augurare a tutti un Felice 2010, l'Associazione Il Dialogo - Onlus di Osimo comunica che uscirà a breve il nuovo numero del periodico.
sabato 15 novembre 2008
di Simone Pugnaloni
Il volontariato: una risorsa qualificante
per le politiche sociali
Costruire una cultura rivolta ai servizi alla persona, è compito importante che la società attuale affida ad ognuno di noi per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire.
L’accoglienza e l’orientamento al servizio alle classi meno abbienti deve impegnarci alla risoluzione dei problemi che riguardano i giovani, l’emarginazione sociale, l’attenzione alla famiglia ed il sostegno agli anziani.
Da questa premessa si comprende il fondamento del volontariato quale sorgente di solidarietà e carità verso il prossimo.
Un volontariato che crea forte partecipazione tra i suoi operatori che nella piena gratuità raggiungono importanti risultati.
Risultati che riguardano momenti di intenso lavoro e di energie positive da donare a persone diversamente abili, a minori senza una famiglia, ad immigrati che vivono con
disagio l’integrazione sociale nella nostra comunità, agli anziani che vivono soli in casa o che vivono nelle case di riposo.
Un volontariato che ha contribuito alla formazione di operatori altamente qualificati e professionalmente preparati che hanno spesso tramutato queste esperienze di vita nelle proprie attività lavorative.
Osimo è un’illustre testimone dell’operosità dei propri cittadini che costanti nell’attività di promozione delle proprie iniziative di volontariato, hanno visto e vedono tuttora accrescere sia il numero dei propri volontari sia i servizi che gli vengono richiesti da parte degli utenti finali, in primis handicap ed assistenza agli anziani.
Vere e proprie imprese sociali, che devono divenire una risorsa qualificante sul nostro territorio, a partire da una collaborazione integrata con la Pubblica Amministrazione.
Una collaborazione che soddisfa due esigenze che si incontrano, da un lato l’offerta di un servizio efficace ed efficiente a prezzi agevolati reso dalle Pubbliche Amministrazioni; dall’altro lato la professionalità certificata degli operatori acquisita con il loro contributo silenzioso dettato dalla volontà di servire i più bisognosi.
per le politiche sociali
Costruire una cultura rivolta ai servizi alla persona, è compito importante che la società attuale affida ad ognuno di noi per il nostro futuro e per quello delle generazioni a venire.
L’accoglienza e l’orientamento al servizio alle classi meno abbienti deve impegnarci alla risoluzione dei problemi che riguardano i giovani, l’emarginazione sociale, l’attenzione alla famiglia ed il sostegno agli anziani.
Da questa premessa si comprende il fondamento del volontariato quale sorgente di solidarietà e carità verso il prossimo.
Un volontariato che crea forte partecipazione tra i suoi operatori che nella piena gratuità raggiungono importanti risultati.
Risultati che riguardano momenti di intenso lavoro e di energie positive da donare a persone diversamente abili, a minori senza una famiglia, ad immigrati che vivono con
disagio l’integrazione sociale nella nostra comunità, agli anziani che vivono soli in casa o che vivono nelle case di riposo.
Un volontariato che ha contribuito alla formazione di operatori altamente qualificati e professionalmente preparati che hanno spesso tramutato queste esperienze di vita nelle proprie attività lavorative.
Osimo è un’illustre testimone dell’operosità dei propri cittadini che costanti nell’attività di promozione delle proprie iniziative di volontariato, hanno visto e vedono tuttora accrescere sia il numero dei propri volontari sia i servizi che gli vengono richiesti da parte degli utenti finali, in primis handicap ed assistenza agli anziani.
Vere e proprie imprese sociali, che devono divenire una risorsa qualificante sul nostro territorio, a partire da una collaborazione integrata con la Pubblica Amministrazione.
Una collaborazione che soddisfa due esigenze che si incontrano, da un lato l’offerta di un servizio efficace ed efficiente a prezzi agevolati reso dalle Pubbliche Amministrazioni; dall’altro lato la professionalità certificata degli operatori acquisita con il loro contributo silenzioso dettato dalla volontà di servire i più bisognosi.
lunedì 6 ottobre 2008
Fonte: "Corriere Adriatico"
Intervistati circa 1500 allievi dei principali istituti. Appello a Conerobus per avere più corse
Sette studenti su dieci a scuola con mezzi privati
Sondaggio a Osimo, quasi tutti utilizzerebbero il bus se il servizio fosse efficiente
OSIMO - Gli studenti che frequentano le scuole osimane impiegano poco tempo per raggiungerle, userebbero il trasporto pubblico se fosse più efficiente e dicono ok alla rotatoria fra via Montefanese e via Aldo Moro. E’ il risultato di una indagine svolta dal Consiglio di Quartiere Osimo Est: un modo nuovo, più diretto ed efficace per far presente alle istituzioni le istanze più urgenti. Tramite semplici questionari si è cercato di sapere dagli studenti dei plessi scolastici di proprio riferimento (via A.Moro, via Vicarelli, via Montefanese, via Colombo, via Ungheria, via M.Mensa) cosa ne pensano della critica viabilità osimana, come e se utilizzano mezzi di trasporto pubblico e cosa consiglierebbero all’amministrazione comunale. Così il presidente del CdQ Omero Guercio e il suo vice Andrea Catena hanno effettuato l’indagine statistica su un campione di 1500 studenti che frequentano le scuole Caio Giulio Cesare, Bruno da Osimo, Itis, Corridoni-Campana, Marta Russo e le Giacomo Leopardi all’ex seminario. Sul campione degli studenti intervistati si è potuto notare come circa tre ragazzi su quattro (74,2%) provenga dallo stesso territorio osimano, mentre arrivano da fuori città il 25,8% degli intervistati. Il mezzo utilizzato dagli studenti per raggiungere i rispettivi plessi scolastici è per il 67,1% quello privato (il pubblico è utilizzato dal 32,9%), e questo dato va di pari passo con il fatto che la maggior parte degli studenti proviene da Osimo e non impiega un tempo troppo lungo per giungere a destinazione. Infatti, il 73,6% degli intervistati arriva a scuola in meno di 15 minuti, una bella (e forse sorprendente) cifra se confrontata con il 20,3% che impiega tra i 15 e i 30 minuti e il 6,1% che impiega più di mezz’ora. Alla domanda di disponibilità, rivolta a chi usa il mezzo privato, ad utilizzare il trasporto pubblico se vi fosse un servizio organizzato ed efficiente, il 71,2% ha risposto affermativamente, facendo capire come il tema dell’uso del mezzo pubblico sia sentito e considerato dai giovani, anche da quelli che poi magari scelgono quello di casa. L’88,9% degli studenti che hanno risposto si è mostrato d’accordo con l’amministrazione che ha predisposto il progetto di rotatoria tra le vie Montefanese e Aldo Moro con spazio di sosta per i bus per alleggerire i problemi dell’incrocio.Infine, lo spazio libero in fondo al questionario, dove inserire i suggerimenti per la risoluzione del problema traffico nelle ore più critiche, rivelano idee interessanti da proporre al Comune. Le più gettonate sono le targhe alterne, i mezzi pubblici più efficienti, altre rotatorie per snellire il traffico, variare gli orari di ingresso dei diversi istituti scolastici, vie alternative per raggiungere le scuole e corsie specifiche per gli autobus. Il Consiglio di Quartiere si è detto concorde con i suggerimenti nati direttamente dagli alunni, e in particolare con l’idea di rotatorie per rendere più fluida la circolazione e le corsie, o magari piazzole apposite per gli autobus che lasciano gli alunni in prossimità delle scuole. L’ultimo appello è rivolto alla Conerobus e alla Parko e verte sulla necessità di intensificare il numero delle corse in quelle fasce di orario di ingresso e uscita dalle scuole, soprattutto in quel raggio di 600 metri dove si trovano diversi istituti scolastici (via M.Mensa, via Montefanese e via A.Moro).
Sette studenti su dieci a scuola con mezzi privati
Sondaggio a Osimo, quasi tutti utilizzerebbero il bus se il servizio fosse efficiente
OSIMO - Gli studenti che frequentano le scuole osimane impiegano poco tempo per raggiungerle, userebbero il trasporto pubblico se fosse più efficiente e dicono ok alla rotatoria fra via Montefanese e via Aldo Moro. E’ il risultato di una indagine svolta dal Consiglio di Quartiere Osimo Est: un modo nuovo, più diretto ed efficace per far presente alle istituzioni le istanze più urgenti. Tramite semplici questionari si è cercato di sapere dagli studenti dei plessi scolastici di proprio riferimento (via A.Moro, via Vicarelli, via Montefanese, via Colombo, via Ungheria, via M.Mensa) cosa ne pensano della critica viabilità osimana, come e se utilizzano mezzi di trasporto pubblico e cosa consiglierebbero all’amministrazione comunale. Così il presidente del CdQ Omero Guercio e il suo vice Andrea Catena hanno effettuato l’indagine statistica su un campione di 1500 studenti che frequentano le scuole Caio Giulio Cesare, Bruno da Osimo, Itis, Corridoni-Campana, Marta Russo e le Giacomo Leopardi all’ex seminario. Sul campione degli studenti intervistati si è potuto notare come circa tre ragazzi su quattro (74,2%) provenga dallo stesso territorio osimano, mentre arrivano da fuori città il 25,8% degli intervistati. Il mezzo utilizzato dagli studenti per raggiungere i rispettivi plessi scolastici è per il 67,1% quello privato (il pubblico è utilizzato dal 32,9%), e questo dato va di pari passo con il fatto che la maggior parte degli studenti proviene da Osimo e non impiega un tempo troppo lungo per giungere a destinazione. Infatti, il 73,6% degli intervistati arriva a scuola in meno di 15 minuti, una bella (e forse sorprendente) cifra se confrontata con il 20,3% che impiega tra i 15 e i 30 minuti e il 6,1% che impiega più di mezz’ora. Alla domanda di disponibilità, rivolta a chi usa il mezzo privato, ad utilizzare il trasporto pubblico se vi fosse un servizio organizzato ed efficiente, il 71,2% ha risposto affermativamente, facendo capire come il tema dell’uso del mezzo pubblico sia sentito e considerato dai giovani, anche da quelli che poi magari scelgono quello di casa. L’88,9% degli studenti che hanno risposto si è mostrato d’accordo con l’amministrazione che ha predisposto il progetto di rotatoria tra le vie Montefanese e Aldo Moro con spazio di sosta per i bus per alleggerire i problemi dell’incrocio.Infine, lo spazio libero in fondo al questionario, dove inserire i suggerimenti per la risoluzione del problema traffico nelle ore più critiche, rivelano idee interessanti da proporre al Comune. Le più gettonate sono le targhe alterne, i mezzi pubblici più efficienti, altre rotatorie per snellire il traffico, variare gli orari di ingresso dei diversi istituti scolastici, vie alternative per raggiungere le scuole e corsie specifiche per gli autobus. Il Consiglio di Quartiere si è detto concorde con i suggerimenti nati direttamente dagli alunni, e in particolare con l’idea di rotatorie per rendere più fluida la circolazione e le corsie, o magari piazzole apposite per gli autobus che lasciano gli alunni in prossimità delle scuole. L’ultimo appello è rivolto alla Conerobus e alla Parko e verte sulla necessità di intensificare il numero delle corse in quelle fasce di orario di ingresso e uscita dalle scuole, soprattutto in quel raggio di 600 metri dove si trovano diversi istituti scolastici (via M.Mensa, via Montefanese e via A.Moro).
venerdì 26 settembre 2008
convegno ad Osimo
IL PERCORSO TRA SPORT E SCUOLA
OSIMO - Si è tenuto giovedì 25 Settembre alle 18 presso il chiostro San Francesco, ospiti di Padre Giulio Berrettoni, il convegno “Bravi a scuola, bravi nello sport”. Si tratta di una iniziativa organizzata dal comitato locale del Centro sportivo italiano guidato da Simone Pugnaloni, il quale spiega che "si è parlato del processo curriculare che mira all’educazione dei bambini, partendo dall’ambito scolastico fino allo sport”. Hanno partecipato al convegno l'Assessore Regionale allo sport Donati, la presidente della Provincia Patrizia Casagrande, il consigliere Francioni in rappresentanza del Comune di Osimo, il direttore dell’ufficio nazionale Cei-Pastorale per lo sport Don Mario Lusek, il responsabile del centro studi Csi nazionale Edio Costantini, il vice presidente del Coni Marche Fabio Luna e due dirigenti scolastici osimani, Nazzareno Donzelli e Paolo Polenta. Numerosi sono stati i partecipanti sopratutto tra i giovani che hanno ascoltato il dibattito moderato dal giovane direttore responsabile del periodico dell' Associazione Culturale "Il Dialogo" di Osimo Benedetto Verdenelli.
OSIMO - Si è tenuto giovedì 25 Settembre alle 18 presso il chiostro San Francesco, ospiti di Padre Giulio Berrettoni, il convegno “Bravi a scuola, bravi nello sport”. Si tratta di una iniziativa organizzata dal comitato locale del Centro sportivo italiano guidato da Simone Pugnaloni, il quale spiega che "si è parlato del processo curriculare che mira all’educazione dei bambini, partendo dall’ambito scolastico fino allo sport”. Hanno partecipato al convegno l'Assessore Regionale allo sport Donati, la presidente della Provincia Patrizia Casagrande, il consigliere Francioni in rappresentanza del Comune di Osimo, il direttore dell’ufficio nazionale Cei-Pastorale per lo sport Don Mario Lusek, il responsabile del centro studi Csi nazionale Edio Costantini, il vice presidente del Coni Marche Fabio Luna e due dirigenti scolastici osimani, Nazzareno Donzelli e Paolo Polenta. Numerosi sono stati i partecipanti sopratutto tra i giovani che hanno ascoltato il dibattito moderato dal giovane direttore responsabile del periodico dell' Associazione Culturale "Il Dialogo" di Osimo Benedetto Verdenelli.
sabato 28 giugno 2008
E' uscito il terzo numero del giornaletto: l'analisi del presidente
OSIMO, CASTELFIDARDO, LORETO:UN DISTRETTO INDUSTRIALE DA VALORIZZARE
di Simone Pugnaloni
Osimo, Castelfidardo e Loreto sono un esempio di come nelle Marche il rapporto tra grandi imprese ed artigianato negli anni ha creato e continua a creare un ottimo rapporto tra ricchezza prodotta e tasso di disoccupazione di gran lunga inferiore alla media nazionale. Da qualche tempo però questo trend positivo sta subendo un inversione di tendenza in favore di un concorrenza estera che presenta costi di produzione inferiori rispetto al nostro Sistema Paese.
Per le grandi imprese la scelta quasi obbligata è l’internazionalizzazione ovvero collocare il ciclo produttivo nei Paesi esteri laddove il mercato lo richieda; per la Piccola e Media Impresa la scelta obbligata è la cooperazione per permettersi investimenti in ricerca e sviluppo al fine di migliorare la propria competitività.
Un ruolo fondamentale gioca in questo contesto la politica economica del governo nazionale di concerto con i governi locali, le Camere di commercio e le Associazioni di categoria.
Nel nostro territorio, un primo passo è stato compiuto per le Grandi Imprese favorendo un tavolo di confronto tra gli interessati con l’istituzione del servizio Internazionalizzazione presso la Regione Marche che si pone l’obiettivo di accrescere la ricchezza del “Made in Marche” instaurando rapporti duraturi con i Mercati emergenti dove vi è la possibilità di costruire nuovi business.
Per le piccole e medie imprese invece l’opportunità di internazionalizzare presenta molti più elementi di criticità viste le minori dimensioni e le minori risorse finanziarie a disposizione.
E’ quindi ancor più necessario che le istituzioni pubbliche intervengano in favore di queste realtà più piccole, ma numericamente rilevanti prevedendo di migliorare il sistema infrastrutturale al fine di abbattere gli elevati costi di trasporto e impegnando sempre maggiori risorse in ricerca e sviluppo individuando la costruzione di poli tecnologici in zone industriali omogenee.
Zona industriale omogenea è proprio il nostro distretto di Osimo, Castelfidardo e Loreto, la quale incentra le proprie produzioni sui settori della meccanica e dell’elettronica. La nostra città potrebbe quindi candidarsi ad ospitare la sede di un Polo Tecnologico da costruire con fondi europei, regionali e locali e sviluppare nuove opportunità di lavoro con borse di studio per attrarre soggetti qualificati capaci di rilanciare innovative strategie d’impresa.
di Simone Pugnaloni
Osimo, Castelfidardo e Loreto sono un esempio di come nelle Marche il rapporto tra grandi imprese ed artigianato negli anni ha creato e continua a creare un ottimo rapporto tra ricchezza prodotta e tasso di disoccupazione di gran lunga inferiore alla media nazionale. Da qualche tempo però questo trend positivo sta subendo un inversione di tendenza in favore di un concorrenza estera che presenta costi di produzione inferiori rispetto al nostro Sistema Paese.
Per le grandi imprese la scelta quasi obbligata è l’internazionalizzazione ovvero collocare il ciclo produttivo nei Paesi esteri laddove il mercato lo richieda; per la Piccola e Media Impresa la scelta obbligata è la cooperazione per permettersi investimenti in ricerca e sviluppo al fine di migliorare la propria competitività.
Un ruolo fondamentale gioca in questo contesto la politica economica del governo nazionale di concerto con i governi locali, le Camere di commercio e le Associazioni di categoria.
Nel nostro territorio, un primo passo è stato compiuto per le Grandi Imprese favorendo un tavolo di confronto tra gli interessati con l’istituzione del servizio Internazionalizzazione presso la Regione Marche che si pone l’obiettivo di accrescere la ricchezza del “Made in Marche” instaurando rapporti duraturi con i Mercati emergenti dove vi è la possibilità di costruire nuovi business.
Per le piccole e medie imprese invece l’opportunità di internazionalizzare presenta molti più elementi di criticità viste le minori dimensioni e le minori risorse finanziarie a disposizione.
E’ quindi ancor più necessario che le istituzioni pubbliche intervengano in favore di queste realtà più piccole, ma numericamente rilevanti prevedendo di migliorare il sistema infrastrutturale al fine di abbattere gli elevati costi di trasporto e impegnando sempre maggiori risorse in ricerca e sviluppo individuando la costruzione di poli tecnologici in zone industriali omogenee.
Zona industriale omogenea è proprio il nostro distretto di Osimo, Castelfidardo e Loreto, la quale incentra le proprie produzioni sui settori della meccanica e dell’elettronica. La nostra città potrebbe quindi candidarsi ad ospitare la sede di un Polo Tecnologico da costruire con fondi europei, regionali e locali e sviluppare nuove opportunità di lavoro con borse di studio per attrarre soggetti qualificati capaci di rilanciare innovative strategie d’impresa.
mercoledì 23 aprile 2008
ANNIVERSARIO ALDO MORO
I 55 GIORNI PIU' LUNGHI DELLA REPUBBLICA
Dal rapimento alla morte, da via Fani a via Caetani.
In 55 giorni si consuma il dramma di Aldo Moro, rapito dalle Br il 16 marzo 1978 e ritrovato cadavere nel bagagliaio di una Renault 4 in una strada del centro di Roma, tra piazza del Gesu', dove aveva sede la Dc, e Botteghe Oscure, quartier generale del Pci. Nella cronaca dell'Ansa e nella documentazione raccolta dalla Reazione Dea la ricostruzione di quei giorni, 30 anni dopo.Cronologia dei fatti principali dei 55 giorni del rapimento Moro: - 16 marzo: poco dopo le 9 un commando delle Brigate Rosseentra in azione a via Fani, a Roma. In pochi minuti, dopo averebloccato con un tamponamento le auto del presidente Dc AldoMoro, le Br uccidono i 5 uomini di scorta (due carabinieri e trepoliziotti) e portano via Moro su una Fiat 132 blu. Poco doporivendicano l'azione con una telefonata all'ANSA. Cgil, Cisl eUil proclamano lo sciopero generale. In serata il governoAndreotti, il primo con il voto favorevole del Pci, ottiene lafiducia alla Camera e al Senato. - 18 marzo: arriva il 'Comunicato n.1' delle Br, che contienela foto di Moro e annuncia l'inizio del 'processo'. Funeralidegli uomini della scorta. - 19 marzo: Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro. - 20 marzo: al processo di Torino, il 'nucleo storico' delle Brrivendica la responsabilita' politica del rapimento. - 21 marzo: il governo approva il decreto antiterrorismo. - 23 marzo: il Pci approva la linea della fermezza. - 25 marzo: le Br fanno trovare il 'Comunicato n.2'. - 29 marzo: arriva il 'Comunicato n.3' con la lettera alministro dell'Interno Cossiga in cui Moro dice di trovarsi''sotto un dominio pieno e incontrollato'' e accenna allapossibilita' di uno scambio. Moro non voleva renderla pubblica,ma i brigatisti scrivono che ''nulla deve essere nascosto alpopolo''. Recapitate anche altre lettere indirizzate alla moglie e a Nicola Rana.- 30 marzo - La direzione Dc approva la linea della fermezza. - 2 aprile: A Zappolino (Bologna) si svolgerebbe la sedutaspiritica dalla quale esce l'indicazione 'Gradoli'.- 4 aprile: Arriva il 'Comunicato n.4', con una lettera alsegretario della Dc Benigno Zaccagnini. ''Moralmente - scriveMoro - sei tu ad essere al mio posto''. - 6 aprile: Le Br consegnano alla moglie di Moro una letterain cui il presidente DC la invita a fare pressioni contro lalinea della fermezza. Le forze dell'ordine controllano l'interopaesino di Gradoli, nella zona di Bolsena.- 7 aprile: Il Giorno pubblica una lettera di Eleonora Moroal marito. La famiglia tiene un linea autonoma, rispetto alla''fermezza'' del governo. - 10 aprile: Le Br recapitano il 'Comunicato n.5' e una letteradi Moro a Taviani, che contiene forti critiche. - 15 aprile: Il 'Comunicato n.6' annuncia la fine del 'processopopolare' e la condanna a morte di Aldo Moro. - 17 aprile: Appello del segretario dell'Onu Waldheim. - 18 aprile: Grazie a un' infiltrazione d'acqua, è scoperto ilcovo di via Gradoli 96. I brigatisti (Moretti e Balzerani) sonopero' assenti. A Roma viene trovato un sedicente 'comunicaton.7' che annuncia l'esecuzione di Moro il cui corpo sarebbe nelLago della Duchessa. Il comunicato, falso in modo evidente, èperò oggetto di verifiche. Per giorni il corpo di Moro sara'cercato, con grande schieramento di forze, in un lago dimontagna, tra le province di Rieti e L'Aquila, ghiacciato damesi. - 20 aprile: Moro è vivo. Le Br lasciano il vero 'Comunicaton.7' insieme a una foto di Moro con un giornale del 19 aprile.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro. - 21 aprile: la direzione Psi e' favorevole alla trattativa. - 22 aprile: messaggio di Paolo VI agli ''Uomini delle Brigaterosse'' perche' liberino Moro ''senza condizioni''. - 24 aprile: il 'Comunicato n.8' delle Br chiede in cambio diMoro la liberazione di 13 Br detenuti, tra cui Renato Curcio.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro, che chiede funeralisenza uomini di Stato e politici. - 29 aprile: E' il giorno delle lettere. Messaggi di Moro sonorecapitati a Leone, Fanfani, Ingrao, Craxi, Pennacchini,Dell'Andro, Piccoli, Andreotti, Misasi e Tullio Ancora. Moroscrive che lo scambio è la sola via di uscita.- 30 aprile: Un brigatista (sembra Moretti) telefona a casaMoro e dice che solo un intervento di Zaccagnini, ''immediato echiarificatore'' puo' salvare la vita del presidente Dc. - 2 maggio: Craxi indica i nomi di due terroristi ai quali sipotrebbe concedere la grazia per motivi di salute. - 5 maggio: Andreotti ripete il no alle trattative. Il'Comunicato n. 9' annuncia: ''Concludiamo la battagliacominciata il 16 marzo, eseguendo la sentenza''. Lettera di Moroalla moglie: ''Ora, improvvisamente, quando si profilava qualcheesile speranza, giunge incomprensibilmente l'ordine diesecuzione''. - 9 maggio: Verso le 13,30, in via Caetani (vicino alle sedidi Dc e Pci), dopo una telefonata di Morucci avvenuta poco primadelle 13, la polizia trova il cadavere di Moro nel portabagaglidi una Renault 4 rossa. Era in corso la direzione Dc, dovesembra che Fanfani stesse per fare un discorso aperto allatrattativa. Moro sarebbe stato ucciso la mattina presto nelgarage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti come''prigione del popolo''.(ANSA.IT)
Dal rapimento alla morte, da via Fani a via Caetani.
In 55 giorni si consuma il dramma di Aldo Moro, rapito dalle Br il 16 marzo 1978 e ritrovato cadavere nel bagagliaio di una Renault 4 in una strada del centro di Roma, tra piazza del Gesu', dove aveva sede la Dc, e Botteghe Oscure, quartier generale del Pci. Nella cronaca dell'Ansa e nella documentazione raccolta dalla Reazione Dea la ricostruzione di quei giorni, 30 anni dopo.Cronologia dei fatti principali dei 55 giorni del rapimento Moro: - 16 marzo: poco dopo le 9 un commando delle Brigate Rosseentra in azione a via Fani, a Roma. In pochi minuti, dopo averebloccato con un tamponamento le auto del presidente Dc AldoMoro, le Br uccidono i 5 uomini di scorta (due carabinieri e trepoliziotti) e portano via Moro su una Fiat 132 blu. Poco doporivendicano l'azione con una telefonata all'ANSA. Cgil, Cisl eUil proclamano lo sciopero generale. In serata il governoAndreotti, il primo con il voto favorevole del Pci, ottiene lafiducia alla Camera e al Senato. - 18 marzo: arriva il 'Comunicato n.1' delle Br, che contienela foto di Moro e annuncia l'inizio del 'processo'. Funeralidegli uomini della scorta. - 19 marzo: Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro. - 20 marzo: al processo di Torino, il 'nucleo storico' delle Brrivendica la responsabilita' politica del rapimento. - 21 marzo: il governo approva il decreto antiterrorismo. - 23 marzo: il Pci approva la linea della fermezza. - 25 marzo: le Br fanno trovare il 'Comunicato n.2'. - 29 marzo: arriva il 'Comunicato n.3' con la lettera alministro dell'Interno Cossiga in cui Moro dice di trovarsi''sotto un dominio pieno e incontrollato'' e accenna allapossibilita' di uno scambio. Moro non voleva renderla pubblica,ma i brigatisti scrivono che ''nulla deve essere nascosto alpopolo''. Recapitate anche altre lettere indirizzate alla moglie e a Nicola Rana.- 30 marzo - La direzione Dc approva la linea della fermezza. - 2 aprile: A Zappolino (Bologna) si svolgerebbe la sedutaspiritica dalla quale esce l'indicazione 'Gradoli'.- 4 aprile: Arriva il 'Comunicato n.4', con una lettera alsegretario della Dc Benigno Zaccagnini. ''Moralmente - scriveMoro - sei tu ad essere al mio posto''. - 6 aprile: Le Br consegnano alla moglie di Moro una letterain cui il presidente DC la invita a fare pressioni contro lalinea della fermezza. Le forze dell'ordine controllano l'interopaesino di Gradoli, nella zona di Bolsena.- 7 aprile: Il Giorno pubblica una lettera di Eleonora Moroal marito. La famiglia tiene un linea autonoma, rispetto alla''fermezza'' del governo. - 10 aprile: Le Br recapitano il 'Comunicato n.5' e una letteradi Moro a Taviani, che contiene forti critiche. - 15 aprile: Il 'Comunicato n.6' annuncia la fine del 'processopopolare' e la condanna a morte di Aldo Moro. - 17 aprile: Appello del segretario dell'Onu Waldheim. - 18 aprile: Grazie a un' infiltrazione d'acqua, è scoperto ilcovo di via Gradoli 96. I brigatisti (Moretti e Balzerani) sonopero' assenti. A Roma viene trovato un sedicente 'comunicaton.7' che annuncia l'esecuzione di Moro il cui corpo sarebbe nelLago della Duchessa. Il comunicato, falso in modo evidente, èperò oggetto di verifiche. Per giorni il corpo di Moro sara'cercato, con grande schieramento di forze, in un lago dimontagna, tra le province di Rieti e L'Aquila, ghiacciato damesi. - 20 aprile: Moro è vivo. Le Br lasciano il vero 'Comunicaton.7' insieme a una foto di Moro con un giornale del 19 aprile.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro. - 21 aprile: la direzione Psi e' favorevole alla trattativa. - 22 aprile: messaggio di Paolo VI agli ''Uomini delle Brigaterosse'' perche' liberino Moro ''senza condizioni''. - 24 aprile: il 'Comunicato n.8' delle Br chiede in cambio diMoro la liberazione di 13 Br detenuti, tra cui Renato Curcio.Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro, che chiede funeralisenza uomini di Stato e politici. - 29 aprile: E' il giorno delle lettere. Messaggi di Moro sonorecapitati a Leone, Fanfani, Ingrao, Craxi, Pennacchini,Dell'Andro, Piccoli, Andreotti, Misasi e Tullio Ancora. Moroscrive che lo scambio è la sola via di uscita.- 30 aprile: Un brigatista (sembra Moretti) telefona a casaMoro e dice che solo un intervento di Zaccagnini, ''immediato echiarificatore'' puo' salvare la vita del presidente Dc. - 2 maggio: Craxi indica i nomi di due terroristi ai quali sipotrebbe concedere la grazia per motivi di salute. - 5 maggio: Andreotti ripete il no alle trattative. Il'Comunicato n. 9' annuncia: ''Concludiamo la battagliacominciata il 16 marzo, eseguendo la sentenza''. Lettera di Moroalla moglie: ''Ora, improvvisamente, quando si profilava qualcheesile speranza, giunge incomprensibilmente l'ordine diesecuzione''. - 9 maggio: Verso le 13,30, in via Caetani (vicino alle sedidi Dc e Pci), dopo una telefonata di Morucci avvenuta poco primadelle 13, la polizia trova il cadavere di Moro nel portabagaglidi una Renault 4 rossa. Era in corso la direzione Dc, dovesembra che Fanfani stesse per fare un discorso aperto allatrattativa. Moro sarebbe stato ucciso la mattina presto nelgarage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti come''prigione del popolo''.(ANSA.IT)
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